Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2019 è stato ulteriormente modificato il regime forfetario, in essere dall’entrata in vigore della legge 190/2014 (1°gennaio 2015). Tale regime, infatti, aveva già subito alcune modifiche con la Legge di stabilità 2016.

Il regime forfetario fino al 31.12.2018 

Il regime forfetario comporta delle semplificazioni in materia di IVA ed imposte dirette prevedendo la determinazione forfetaria del reddito da assoggettare ad un’unica imposta sostitutiva, e permette di accedere ad un regime contributivo opzionale per le imprese.

Il regime forfetario agevolato è il regime naturale delle persone fisiche che esercitano un’attività di impresa, arte o professione in forma individuale, purché siano in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge e non incorrano in una delle cause di esclusione. Al regime forfetario possono accedere anche i soggetti già in attività.

Il regime non prevede nessuna scadenza legata al numero di anni di attività o al raggiungimento di una determinata età anagrafica; pertanto la sua applicazione è subordinata esclusivamente al possesso dei requisiti qui descritti:

  • non aver conseguito ricavi o percepito compensi superiori a determinati limiti stabiliti in base alla loro tipologia di attività (vedi codice ATECO); tali limiti vanno sempre proporzionati sulla base dei mesi di attività svolta, qualora la stessa sia iniziata in corso d’anno. Nel caso di un soggetto con più attività, ai fini della verifica dei requisiti di accesso nel regime, occorre considerare il limite più elevato tra quelli fissati per ciascuna delle attività dallo stesso esercitate;
  • non aver sostenuto spese per lavoro dipendente, accessorio e per collaborazioni per una cifra superiore ad euro 5.000; in tale limite non rientrano gli utili da partecipazione erogati agli associati in partecipazione;
  • alla data di chiusura dell’esercizio antecedente all’ingresso nel regime di vantaggio, non essere in possesso di beni strumentali, al lordo degli ammortamenti, per un valore superiore a euro 20.000; non rilevano nel conteggio i beni immobili mentre rientrano nel conteggio i beni in locazione finanziaria. Per i beni utilizzati in modo promiscuo il valore è calcolato nella misura del 50%, indipendentemente dal loro utilizzo.

Cause di esclusione dal regime agevolato

Sono esclusi:

  • i soggetti non residenti (con eccezione di coloro che risiedono in un paese dell’Unione Europea e che producano in Italia il 75% del loro reddito);
  • coloro che si avvalgono di regimi speciali IVA o altri regimi agevolati ancora in vigore;
  • i soggetti che partecipano a società di persone, associazioni professionali (art.5 TUIR) o a società a responsabilità limitata con opzione per la trasparenza fiscale;
  • i soggetti la cui attività prevalente o esclusiva è la cessione di fabbricati e terreni e la cessione intracomunitaria di mezzi di trasporto nuovi;
  • coloro che nell’anno precedente hanno percepito reddito da lavoro dipendente o assimilato di importo superiore a 30.000 euro, eccezion fatta nel caso in cui il rapporto di lavoro sia cessato. Tale causa di esclusione è stata introdotta con la legge di stabilità 2016 ed è valida soltanto per coloro che hanno aderito al regime a partire dal 01 gennaio 2016.

Proprio in merito all’ultimo punto si ricorda che la legge di stabilità 2016 ha abrogato la disposizione secondo cui al regime agevolato potevano accedere solo coloro che – nel corso dell’anno antecedente all’ingresso nel regime – avevano conseguito redditi per lo svolgimento di attività d’impresa, arte o professione prevalenti rispetto a redditi da lavoro autonomo. Tale causa di esclusione ha – dunque – avuto effetto solo per i contribuenti che adottato il regime agevolato nel corso del 2015.

Modalità d’ingresso nel regime agevolato

Si deve distinguere tra:

 Contribuenti già in attività
Essendo che il regime forfetario è un regime naturale, i contribuenti che già svolgono un’attività di impresa, arte o professione e che – possedendone i requisiti sopra indicati – vi accedono, non devono fare alcuna comunicazione preventiva o successiva all’Agenzia delle Entrate. Vige, invece, l’obbligo di inviare apposita comunicazione telematica all’INPS entro il 28 febbraio di ciascun anno, qualora il contribuente sia interessato ad accedere ad un regime contributivo agevolato (legge di Stabilità 2016).

– Contribuenti che iniziano l’attività (start-up)
I contribuenti che iniziano un’attività d’impresa, arte o professione hanno l’obbligo di darne comunicazione mediante dichiarazione di inizio attività da presentare all’Agenzia delle Entrate. Tale comunicazione non ha valore di opzione, trattandosi di un regime naturale. L’omessa indicazione nella dichiarazione di inizio attività dell’intenzione di applicare il regime forfetario non preclude, quindi, l’accesso al regime medesimo, ma è sanzionabile con una ammenda amministrativa da 250 euro a 2.000 euro.
L’attestazione della sussistenza dei requisiti per l’accesso al regime e dell’assenza delle cause ostative va fatta in sede di dichiarazione annuale dei redditi.

Reddito e tassazione

Rimane valida la distinzione tra:

– Contribuenti già in attività
Il reddito imponibile viene calcolato applicando all’ammontare dei ricavi/compensi percepiti un coefficiente di redditività diversificato a seconda del codice ATECO relativo all’attività svolta. Sul reddito imponibile viene poi applicata un’unica imposta sostitutiva nella misura del 15%. Tale imposta sostituisce Irpef, Irap, addizionali regionali e comunali.

– Contribuenti che iniziano l’attività (start up)
Per coloro che decidono di iniziare una nuova attività economica il legislatore ha previsto un’ulteriore agevolazione fiscale, e più precisamente:

  1. Legge di stabilità 2015: riduzione di 1/3 dell’imponibile determinato al lordo delle riduzioni; tale calcolo è stato applicato per il solo anno 2015;
  2. Legge di stabilità 2016: il reddito imponibile è assoggettato ad imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni di attività (tale regola vale dunque – a partire dal 2016 – anche per chi ha iniziato l’attività nel 2015).

Sono considerati soggetti che iniziano una nuova attività e che possono beneficiare dell’aliquota agevolata dell’imposta sostitutiva anche coloro che:

  • non abbiano esercitato nei tre anni precedenti all’inizio dell’attività, nessuna attività d’impresa, professionale o artistica;
  • inizino un’attività che non costituisca mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, eccezion fatta per i periodi obbligatori di tirocinio per lo svolgimento di arti e professioni;
  • non proseguano un’attività svolta da altro soggetto che – negli anni precedenti all’accesso al regime – abbia superato i limiti di accesso allo stesso.

L’aliquota del 5% rimane valida anche per coloro che fino al 31 dicembre 2014 applicavano il regime fiscale di vantaggio e che- possedendone i requisiti – sono rientrati nel nuovo regime forfetario.

Si ricorda che coloro che rientrano nel regime fiscale agevolato non possono usufruire del super ammortamento.

Semplificazioni fiscali

Ecco alcune semplificazioni in merito agli adempimenti previsti per legge in materia di imposte dirette ed indirette:

  • esonero dagli obblighi registrazione e tenuta delle scritture contabili;
  • esonero applicazione studi di settore e parametri;
  • non applicazione delle ritenute alla fonte;
  • non addebito in fattura dell’iva ai propri clienti con l’impossibilità di detrarre l’iva sugli acquisti;
  • esonero dalle liquidazioni iva;
  • esonero dalla presentazione delle comunicazioni Iva e della dichiarazione iva;
  • esonero dalla presentazione dello spesometro;
  • facoltà e non obbligo di registrazione dei corrispettivi, fatture emesse e ricevute.

Rimane l’obbligo di numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali, di certificare i corrispettivi, di integrare le fatture per operazioni per cui si risulta debitore d’imposta (es: reverse charge) provvedendo ad effettuare il versamento dell’iva dovuta secondo scadenza.

Fuoriuscita dal regime

Alla fine di ogni anno spetta al contribuente analizzare la propria situazione e determinare se sono venute meno le condizioni di permanenza nel regime forfettario.

I contribuenti che potenzialmente devono applicare il regime forfetario hanno la possibilità di disapplicarlo, ovvero di fuoriuscirne, optando per la determinazione delle imposte sul reddito e dell’imposta sul valore aggiunto nei modi ordinari. L’opzione per il regime ordinario avviene tramite comportamento concludente, ma deve, in ogni caso, essere comunicata barrando l’apposito campo della dichiarazione annuale IVA da presentare successivamente alla scelta operata. L’ opzione per l’applicazione del regime ordinario è valida per almeno un triennio.

Regime forfettario 2019

La Legge di bilancio 2019 (art. 1, commi 9-11) ha previsto l’applicazione di un’imposta sostitutiva unica del 15% per contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni che nell’anno precedente abbiano conseguito ricavi ovvero abbiano percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 65.000 euro. Per la verifica dei requisiti al 1°gennaio 2019 è necessario, dunque, verificare il fatturato 2018.

Con l’intento di favorire ulteriormente le nuove iniziative economiche, il legislatore con la legge di stabilità per il 2016, aveva stabilito che, a decorrere dal 2016, il reddito determinato con i criteri sopra illustrati, sia assoggettato ad un’imposta sostitutiva del 5%, per i primi 5 anni di attività.

La Legge di Bilancio 2019 (legge 145/2018) conferma che il nuovo regime forfetario è un regime naturale; non è dunque previsto per chi già possiede una partita IVA l’esercizio di alcuna opzione preventiva per rientrarvi. Gli stessi soggetti sono, tuttavia, obbligati ad inviare apposita comunicazione telematica all’INPS entro il 28 febbraio di ciascun anno, qualora siano interessati a fruire del regime contributivo agevolato.

Rimangono invariati i coefficienti di redditività stabiliti nell’allegato 4 della Legge 190/2014, sui quali calcolare l’imposta sostitutiva. I coefficienti variano in base ai codici ATECO, e più precisamente:

Tabella Ateco Legge 190_2014

Qualora il contribuente eserciti contemporaneamente più attività distinte da differenti codici ATECO, per definire l’ammontare dei compensi totale, è necessario procedere alla somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate.

Novità dei limiti di accesso

Con l’entrata in vigore del nuovo regime forfetario ex legge 145/2018 sono stati abrogati, inoltre, 2 limiti precedentemente inseriti nella norma che, fino al 2018, bloccavano l’accesso al regime forfetario; i limiti abrogati sono i seguenti:

  • 5.000 euro annuali per le spese per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati ai collaboratori;
  • 20.000 euro per gli investimenti in beni strumentali.

Rimangono, invece, valide le semplificazioni fiscali già previste negli anni passati (vedi paragrafo dedicato).

Cause di esclusione

Resta, invece, il divieto di avvalersi del regime forfetario per:

  • le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto o di regimi forfetari di determinazione del reddito;
  • soggetti non residenti, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75 per cento del reddito complessivamente prodotto;
  • soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili di cui all’articolo 10, primo comma, numero 8), del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, o di mezzi di trasporto nuovi di cui all’articolo 53, comma 1, del DL 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427;
  • gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari di cui all’articolo 5 del Tuir, ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni;
  • le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro.

Modalità di accesso al regime

I contribuenti che iniziano un’attività d’impresa, arte o professione e che sono in possesso dei requisiti debbono presentare la dichiarazione di inizio attività (modello AA9/12).

Fuoriuscita dal regime

Il regime forfetario cessa di avere efficacia a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno anche solo uno dei requisiti di accesso previsti dalla legge ovvero si verifica una delle cause di esclusione.

Si ricorda che….

I contribuenti in regime forfetario:

  • sono esclusi dal campo di applicazione dell’Imposta sul Valore Aggiunto;
  • non possono detrarsi l’Iva sugli acquisti;
  • non sono soggetti all’applicazione della ritenuta d’acconto;
  • sono tenuti, per le fatture emesse per importo superiore ai 77,87 euro, ad applicare l’imposta di bollo pari a 2 euro;
  • non sono soggetti obbligati alla fatturazione elettronica; sul punto si segnala che non vi è alcun divieto per tali soggetti di procedere con l’emissione di fatture in formato elettronico.
  • non devono inviare la Comunicazione Dati operazioni transfrontaliere (esterometro);
  • i soggetti già in attività che rientrano nel regime forfetario debbono procedere alla rettifica della detrazione IVA ex art. 19-bis, comma 2 DPR 633/72 (es: riaddebito IVA detratta su acquisto beni strumentali). Tale rettifica dev’essere indicata nella Dichiarazione IVA corrispondente all’ultimo anno di applicazione delle regole ordinarie.